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| Rassegna Stampa del Circolo Zaninello
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Da Zaninello il
07/05/2012 12.27
VIA MONTEBOLONE - PAVIA 
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Da Zaninello il
06/04/2012 8.44
Di Riccardo Montagna
Da giovane e da cittadino sono sempre stato orgoglioso di fare parte del Partito Democratico e di cercare di contribuire al progetto che sta portando avanti sia a livello nazionale sia anche a livello locale. Ora però, proprio per quanto riguarda i temi locali, è di questi ultimi giorni la questione del rinnovo del consiglio di amministrazione dell’azienda servizi municipalizzati( ASM )di Pavia, da sempre, sulle scelte che riguardano tali tipi di rinnovamento, sia a destra sia, mi duole dirlo, soprattutto a sinistra vi è una sorta di naturale propensione a non discuterle, a far passare determinate decisioni come se in quanto prese nelle segrete stanze del potere non potessero essere messe in discussione. La candidatura emersa negli ultimi giorni dell’avv. Arcari va sicuramente nella direzione della trasparenza e dell’apertura di determinate scelte e di determinate tematiche. Tale candidatura possiede, l’indiscutibile merito di far parlare e far discutere i cittadini di cosa sia un’azienda municipalizzata e quali siano le funzioni che essa deve o meglio dovrebbe svolgere al servizio dei cittadini stessi. Non trascurabile nemmeno, la scelta di Arcari di rinunciare al compenso da consigliere, dal momento che un consigliere di ASM, mi pare giusto sottolinearlo, percepisce uno stipendio annuo superiore di gran lunga allo stipendio medio che percepisce un giovane che si affaccia per la prima volta nel mondo del lavoro. Però, sono convinto così come sono convinti altri insieme a me, non basta: non basta da una parte per il percorso politico che la candidatura ha intrapreso, rischiando di diventare semplicemente la candidatura di bandiera soltanto di alcuni partiti politici al fine di farsi pubblicità; oltre a ciò soprattutto non basta perché di certo non è sostenibile che la candidatura di Arcari rappresenta tutta la società civile nel suo complesso o meglio nella complessità intrinseca della società moderna. Servirebbe che la politica, intesa come giochi di potere come l’abbiamo conosciuta in questi ultimi anni, uscisse in maniera definitiva dalle municipalizzate, servirebbe contemporaneamente che queste ultime siano al loro interno composte negli organi dirigenziali anche da giovani, da donne e da varie classi sociali, al fine di fornire un efficiente e concreto servizio ai cittadini, aldilà dunque, di quelle possano essere le idee politiche sulla gestione dei beni pubblici o dei servizi in generale, dei singoli componenti dei consigli di amministrazione. Aldilà di questo infatti, oggi le municipalizzate vengono utilizzate prevalentemente, per non dire solo per quello, al fine di garantire uno stipendio e il “galleggiamento politico” a personaggi o ex-personaggi della politica locale ormai decaduti (ogni riferimento a cose, persone o fatti è puramente “voluto”).
Alla luce di tutto questo dunque, mi auguro una riforma a livello nazionale o quantomeno regionale in tema di municipalizzate, riforma che levi primariamente la politica e il famoso manuale Cencelli da esse e che metta conseguentemente al centro il merito e la trasparenza delle nomine per garantire una vera rappresentanza ed un adeguato servizio ai cittadini. Sarebbe forse, l’ideale che i consigli di amministrazione delle municipalizzate, siano eletti direttamente dai cittadini( come in parte avviene negli USA ) o approdino alla carica di consigliere attraverso solamente concorsi pubblici che ne testino le capacità.
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Da Zaninello il
05/04/2012 23.03
Lo scorso 27 marzo il Consigliere della Provincia di Pavia Roberto Calabro’ ha invitato presso la Provincia di Pavia una delegazione del Comitato Cassinino, Rizza, Tre Miglia al fine di verificare insieme lo stato degli interventi in programma da parte dell’Amministrazione Provinciale a seguito della petizione pubblica sottoscritta dai residenti della zona e protocollata in Provincia di Pavia lo scorso novembre.
Hanno partecipato, per l'Amministrazione provinciale, le seguenti persone:
Roberto Calabro’ – consigliere, Ing. Barbara Galletti, Arch. Vincenzo Fontana e il Geom Abbiadati. Per il comitato Rizza-Cassinino-Tre Miglia Paola, Leati, Alessandro Civardi e Davide Chechi.
I temi principali discussi sono stati gli interventi possibili per aumentare la sicurezza nella ex SS35 all’altezza dell’incrocio c.d. “Cassinino” nel territorio del Comune di Pavia e per la messa in sicurezza delle fermate della linea Milano-Pavia operata da PMT nella medesima località.
Interventi per la messa in sicurezza dell’incrocio “Cassinino”.
La Provincia ha innanzitutto verificato e scartato l’ipotesi, avanzata durante le precedenti riunioni da alcuni dei residenti, di utilizzare un semaforo. Ha spiegato che Il motivo e’ dovuto alle problematiche dello svincolo verso via Cassinino. Essendo la larghezza della strada di soli 4 metri ma a doppio senso di marcia, l’eventuale semaforo andrebbe posizionato nel primo tratto sufficientemente largo, e cioe’ in prossimita’ del primo incrocio (quello per capirsi che porta alla trattoria Della Vigna). Solo qui sarebbe infatti possibile il transito contemporaneo in entrambi i sensi di marcia.
Tale installazione, lontana dall'incrocio, aumenterebbe i tempi di transito causando attese prolungate sia nella provinciale che in via Cassinino. Questo causerebbe problemi di viabilità sulla statale e disagi in via Cassinino dovuti alla presenza di auto in attesa dell'autorizzazione al transito.
Possibili miglioramenti ci sarebbero se la strade diventasse un senso unico, ma in questo caso la modifica dovrebbe essere fatta dal Comune di Pavia e tra l’altro comporterebbe interventi sulla viabilita’ interna alla zona “Cassinino” non indifferenti da verificare con i residenti.
Scarso miglioramento si avrebbe con l’installazione di un semaforo del tipo “intelligente” e cioe’ in grado di rilevare la presenza di auto in attesa, perchè non migliorerebbe di molto la situazione in via Cassinino dove resterebbe il rischio di code di auto ferme in attesa del verde.
Sono stati confermati interventi di potenziamento della segnaletica finalizzata a segnalare la pericolosita’ dell’incrocio e a regolarne almeno in parte il transito. In particolare la Provincia si e’ impegnata a:
- Modificare la segnaletica orizzontale anticipando l’inizio della linea continua (attualmente limitata ai 100 metri che precedono l’incrocio) e posizionando una doppia linea continua in prossimita’ dell’incrocio (fatto salvo che restera' consentito attraversare l'incrocio per svoltare sia a destra che a sinstra come già adesso);
- Inserire delle linee orizzontali che indichino l’avvicinarsi dell’incrocio e che invitino a moderare la velocita’ (è stata escluso l'utilizzo di bande sonore data la vicinanza di abitazioni che sarebbero disturbate dal rumore costante soprattutto nelle ore notturne);
- Aumentare gli avvisatori luminosi di pericolosita’ (lampeggianti gialli) in avvicinamento all’incrocio abbianandoli ad idonea segnaletica di pericolo;
- Predisporre delle linee di attraversamento pedonale
Con riferimento all’ultimo punto il Comitato ha richiesto di verificare le possibiltià di installare un semaforo a chiamata ad uso esclusivo dei pedoni.
Interventi per la messa in sicurezza della fermata BUS.
Nell'immediato l'Amministrazione Provinciale verificherà la possibilità di installare delle pensiline di sosta senza che queste comportino variazione sulle fermate attuali (qualsiasi variazione della fermata comporterebbe la necessita’ di metterle a norma con il Codice della strada vigente e quindi di eseguire un golfo di fermata specifico). Tale intervento sarebbe estremamente semplice nel lato Naviglio mentre potrebbe essere leggermente piu' complesso nel lato Navigliaccio.
Per quanto riguarda modifiche più profonde sulla fermata che comportino l'adeguamento alla normativa attuale e dunque alla creazione di due golfi di sosta conformi al Codice della strada, la Provincia si e' mostrata preoccupata soprattutto per gli intervnti da eseguire sul lato Navigliaccio. Infatti, mentre sul lato opposto, non sembrano esserci problemi sostanziali a reperire i 3 metri di larghezza richiesti dalla legge, nel lato Navigliaccio permane la preoccupazione che per rispettare la norma si finisca per coprire parte del canale (cosa che sarebbe impossibile da eseguire). Parere del comitato e' stato che anche sul lato Navigliaccio i 3 metri richiesti siano disponibili, fatto salva la necessita' di opere civili di rinforzo e rinterro della attuale scarpata.
L'Amministrazione si e' detta disponibile ad una ulteriore verifica in dettaglio, coinvolgendo in questa anche i tecnici della Regione Lombardia che sarebbero, nell'eventualita' di un intervento sulla sponda del Navigliaccio, responsabili di dare propria autorizzazione. Qualora si confermasse la possibilita’ tecnica di eseguire l’opera, si potra’ dare il via all’iter che potrebbe portare a realizzare i golfi di fermata, stante che sarebbe da affrontare anche la problematica economica legata a questi interventi.
La provincia ha inoltre reso noto che secondo i dati forniti da PMT la fermata avrebbe un utilizzo di 7 corse giornaliere, numero certamente non elevato. Il Comitato ha evidenziato che, data la presenza di molte famiglie con bambini piccoli, si prevede nei prossimi anni un incremento della domanda legato all’utilizzo scolastico.
Tempistiche per gli intereventi
Entro il mese di giugno la Provincia si e’ impegnata a realizzare le opere appena elencate che riguardano l’aumento della sicurezza dell’incrocio.
Entro 2-3 settimane rendera’ noti i pareri legati alla messa in sicurezza della fermata del Bus (realizzazione golfi di fermata e, nell’immediato, posizionamento di pensiline per la sosta dei passeggeri).
Note successive all’incontro.
In relazione ai dati forniti da PMT, si ricorda che non esiste un titolo di viaggio ii abbonamento che abbia origine alla fermata Cassinino. Escono quindi dalla analisi di PMT tutti i viaggiatori con abbonamento, che, in quanto non occasionali, si presume siano il numero maggiore (sia in direzione Pavia che in direzione Milano).
Inoltre le corse PMT con fermata “Pavia Cassinino” sono molto limitate durante la giornata e quindi non facilitano l’utilizzo del mezzo pubblico. Sarebbe in ogni caso interessante avere dati piu’ completi per esempio con il rapporto residenti-utlizzatori su piu’ tartte per verificare l’efficacia del servizio. Per tale motivo si valuterà di partecipare all’Osservatorio della mobilità che ha come obiettivo quello di coordinare il trasporto su gomma.
A margine dell’incontro Roberto Calabro’ ha anche informato di avere sentito Pavia Acque in merito alla realizzazione della fognatura in zona Cassinino. La notizia per la quale Pavia Acque avrebbe in programma la realizzazione della fognatura dal 2014 non e’ stata confermata. Pavia Acque ha infatti informato Calabro’ che qualsiasi intervento deve prima essere programmato da ASM e al momento non esiste, da parte di ASM, alcuna indicazione a riguardo.
Nel prossimi giorni proveremo a contattare ASM (anche se sta cambiano il CdA e quindi potrebbe essere difficile farsi dare risposte concrete a breve).
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Da Zaninello il
05/04/2012 22.10
RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI
Egregio Sindaco Alessandro Cattaneo,
Gentile D.ssa Marisa Riva,
mi è stato riferito in via informale sarebbe stata disposta una proroga del bando per le candidature del C.d.A. di A.S.M. che è scaduto alle 12:00 della data odierna.
Rilevo innanzitutto che sul sito di ASM SpA e sul sito del Comune di Pavia non risulta pubblicato siffatto avviso, sicché tale proroga - fintanto che non ne sia data notizia con forme analoghe a quelle del bando originario - non può ritenersi efficace.
In ogni caso, anche ai sensi della normativa in tema di accesso agli atti amministrativi, fatta salva ogni ulteriore azione in ogni sede opportuna, chiedo urgentemente di ricevere:
(1) copia dell'atto di proroga suddetto;
(2) indicazione del numero di candidature pervenute entro le ore 12:00 del 5 aprile 2012 (termine di scadenza indicato nel bando originario);
(3) eventuali note tecniche dell'ufficio che ha seguito la ricezione, ove tale ufficio abbia già proceduto ad un esame di qualunque tipo delle domande pervenute;
(4) eventuali verbali della Commissione Nomine, ove la stessa si sia già riunita in merito alle suddette domande.
In aggiunta, chiedo che - ove sia disposta una proroga - sia data contezza della data e dell'orario di ricevimento di tutte le domande pervenute dopo il termine originario.
Francesco Arcari
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Da Zaninello il
05/04/2012 20.57
COMUNICATO STAMPA - Francesco Arcari
In una regione nella quale la Giunta ed il Consiglio Regionale sono stati eletti attraverso firme false, da quando ho lanciato la mia iniziativa mi sono stati frapposti tantissimi ostacoli di ordine pratico: ho avuto 15 giorni per attivarmi e per raccogliere le firme mandando i cittadini a sottoscrivere i moduli di persona negli uffici comunali. Mi è stato impedito di raccogliere le firme con i banchetti e con l'autentica del consigliere comunale e provinciale (sistema utilizzato per ogni consultazione nella quale si debbano raccogliere le firme). Persino mi sono state inizialmente rifiutate 7 firme autenticate da un notaio. Nonostante questo - con una grande mobilitazione - sono riuscito a centrare l'obiettivo con 5 giorni di anticipo sulla scadenza. Questo perchè molte persone si sono messe al lavoro, pancia a terra, per sostenermi. Ora scopro che il termine valeva solo per me. Meglio, valeva solo per i poveri cittadini. L'idea sembra preilluministica: il Re Sole dispone ed i sudditi si adeguano.
Voglio capire se il procedimento di proroga è corretto. La motivazione della proroga è particolarmente lacunosa.
Ho inviato poco fa una richiesta di accesso agli atti per comprendere cosa sia successo.
Se ci sono candidature in numero superiore ai 5 posti in cda. non trovo fondata la motivazione. Se sono pervenute meno candidature dei 5 posti disponibili, significa che nessun consigliere comunale si è sentito di esprimere un proprio candidato nel tempo a sua disposizione. Sarebbe grave se lo proponesse fuori tempo. La decisione di prendere altri 15 giorni avrebbe il sapore della spartizione. Inoltre significherebbe che i consiglieri, prima di me e prima dei cittadini, hanno avuto contezza della proroga. Sarebbe un altro macigno sulla già scarsa credibilità dei nostri rappresentanti comunali.
Francesco Arcari
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Da Zaninello il
05/04/2012 20.54
Francesco Provinciali
Dopo la sentenza di inammissibilità dei referendum abrogativi dell’attuale legge elettorale, quelle versate da coloro che promettono di por mano ad una sua revisione in sede parlamentare mi sembrano lacrime di coccodrillo: la decisione della Consulta è stato un atto tecnico che se mai ha puntualizzato di chi sono le responsabilità, restituendo al mittente decisioni che spettano alla politica e non rientrano nelle competenze dei giudici.
In primis quella di non essere riuscita a metter mano ad un sistema elettorale decente, dignitoso e democratico dopo quasi vent’anni di bipolarismo.
Diciamo le cose come stanno: può forse dispiacere alle Segreterie Nazionali dei partiti di disporre della facoltà di decidere quali saranno coloro che siederanno in Parlamento, limitando il voto dei cittadini alla scelta di una lista bloccata? Non è stato forse lo spoil system il sistema più praticato indistintamente da tutti per collocare parenti, amici e amici degli amici nei luoghi dove viene esercitato un potere? Una prassi vergognosa estesa dalla politica alle aziende, agli enti, alle istituzioni ivi compresa l’alta dirigenza della Pubblica Amministrazione, abolendo ogni criterio selettivo e di valutazione del merito.
Lo stigmatizza in modo incisivo il politologo Ernesto Galli Della Loggia, dimostrando come – pur non potendosi definire una dittatura ma neppure una democrazia reale – il sistema attuale vada sempre più configurandosi come una solida oligarchia, fatta di caste, burocrazie, privilegi, corporativismi intoccabili.
A cominciare – direi - dalla dilagante tendenza ad “inserire” il nome del leader di partito all’interno del simbolo elettorale.
Solo in un sistema feudale o nei casati nobiliari vigeva questa consuetudine, a significare il marchio e il sigillo del possesso personale.
Sono passati molti secoli ma francamente non vedo sostanziali miglioramenti.
Una politica siffatta – attraverso una logica di devoluzione medievale, fatta di regnanti, vassalli, valvassori e valvassini e poi giù giù fino ai servi della gleba (cioè noi) – impone davvero nuove oligarchie, basate su una concezione personalistica e possessiva del potere, oltre che punitiva nei confronti dei cittadini, che pagano il prezzo più alto di ogni possibile alternanza, culturale o generazionale.
Il sistema è talmente pervasivo che non riguarda solo il livello nazionale di esercizio del potere ma anche quello periferico, in tutte le sue articolazioni più decentrate: dagli Enti Locali ad ogni tipo di Consiglio di Amministrazione.
Ciò prefigura uno scenario dove ognuno è preoccupato soprattutto di perpetuare e – se mai – consolidare e migliorare la propria rendita di posizione.
Non illudiamoci pertanto che una eventuale riforma migliori le cose. Coloro che si affrettano a sostenere il dimezzamento del numero dei parlamentari sono già certi fin d’ora che il proprio posto sarà conservato.
Il vero problema non è di tipo quantitativo ma qualitativo.
Questo intervallo di “governo tecnico” consente infatti ai partiti – e soprattutto ai loro leader - una lunga fase di stand-by, utile per mettere a punto strategie ed alleanze in vista delle elezioni del 2013.
In questo periodo di apparente latenza la politica si prepara ed affila le armi.
Sarebbe utile che i cittadini riflettessero su questo stato di cose: nel dopo-Monti (indipendentemente dal quando e dal come arriverà) proprio coloro che ci hanno portato allo sfacelo, in modo bipartisan, sarebbero i primi a farsi sotto per riappropriarsi dello scettro del comando.
Solo una forte mobilitazione delle coscienze e un ripensamento a 360° della politica come strumento per realizzare il bene comune, potrà consentire un reale avvicendamento nella gestione della cosa pubblica, attraverso una decisa ripresa dell’iniziativa popolare.
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Da Zaninello il
02/04/2012 21.02
Di Claudio Bellinzona
Ieri abbiamo raggiunto le firme necessarie alla presentazione della candidatura di Francesco in ASM.
Siamo davvero molto soddisfatti. In poco più di 1 settimana siamo riusciti a coinvolgere molte persone e, a quanto pare, ad alzare anche il livello della discussione all'interno del PD. Consideriamo, inoltre, che il sistema di raccolta delle firme è molto complesso e richiede che i cittadini si rechino presso il Comune e solo in determinati orari d'ufficio.
Insomma, questa è la dimostrazione che la nostra città è viva, attenta e sa rispondere.
Ora, tocca alla politica. Speriamo alla "buona politica".
Nel frattempo, sebbene manchi una manciata di giorni alla scadenza, non sappiamo ancora chi saranno gli altri candidati di partito (anche il PD è silente); noi non possiamo far altro che sperare almeno in un confronto trasparente su curricula idee e progetti.
Per il momento ringraziamo chi ci ha sostenuto finora. Cittadini che pretendono maggiore trasparenza da parte dell'amministrazione e dei partiti e convinti che la politica sia un bene comune! Ringraziamo anche molti militanti di partito (per es. nel PD, SEL, Movimento 5 Stelle, IDV, Insieme per Pavia, FdS) e associazioni. Perché la "buona politica" tende a unire, non certo a separare.
La strada è lunga, ma ne vale la pena.
I prossimi passi saranno:
- chiedere un confronto pubblico con gli altri candidati, non appena sapremo chi sono;
- verificare e informare attivamente la cittadinanza sul lavoro della Commissione Nomine che dovrà stabilire, fra le altre cose, l'onorabilità dei candidati.
Intanto, fino al 4 aprile si può ancora firmare.
Grazie!
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Da Zaninello il
02/04/2012 20.09
Francesco Provinciali
Lo stesso giorno in cui venivano pubblicati i risultati di una ricerca dell’University Medical Center di Friburgo e del Central Insitute of Mental Healt Mannheim dalla quale si ricava che bambini e adolescenti dormono sempre meno e comunque non arrivano mediamente alle 8 ore giornaliere, contro le 9 ore fisiologiche raccomandate dagli esperti, sono stati diffusi i dati di un’indagine realizzata dal MOIGE (movimento italiano genitori), con il contributo di Xbox, e con il patrocinio del Ministero per le politiche giovanili, l’Istituto italiano di ortofonologia e la SIP, società italiana di psicologia, sull’uso dei videogiochi da parte della popolazione minorile italiana.
I risultati di questa interessante rilevazione pongono all’attenzione di genitori, psicologi ed educatori alcune significative evidenze.
Dall’incrocio dei dati monitorati nelle due indagini sopra citate, pur tenendo conto dei contesti diversi di analisi e raccolta delle risposte e della casuale coincidenza della loro diffusione, si può intanto rilevare un nesso di interdipendenza tra le due ricerche, poiché è proprio nelle ore serali che molta parte dei ragazzi e delle ragazze trascorre il proprio tempo davanti ad un videogame, sottraendolo al sonno.
Volutamente ho sottolineato i due generi (maschile e femminile) perché una delle tendenze rilevate dalla ricerca del MOIGE mette proprio in evidenza il marcato e crescente interesse delle bambine e delle ragazze verso i giochi elettronici, abbandonando i passatempi più canonici: ormai il 24% di loro preferisce i joystick alle bambole nella fascia 13/17 anni, percentuale che cresce al 30% del totale in quella 7/12 anni.
In generale il 46% dei ragazzi italiani gioca ai videogame almeno una volta al giorno, di cui il 12% anche più volte.
Più di 1 su 4 inizia a giocare già a partire dai 3 anni, tanto che oltre il 30% dei minori tra i 7 e 12 anni ha imparato in età pre-scolare, contro il 10% di quanti hanno oggi dai 13 ai 17 anni.
Su scala macroregionale emerge una differenza significativa tra le 7 ore settimanali di videogioco al sud contro le “appena” 5 al nord, inoltre quasi il 40% dei bambini del meridione ha avviato questo passatempo a volte prima dei tre anni di età.
Anche presso i genitori sono emersi dati interessanti: infatti l’89% di loro si dice “preoccupato” del tempo trascorso dai figli davanti ai video-box ma non tutti sono in grado di adottare strategie dissuasive sia perché solo il 14% degli adulti li sa utilizzare (ciò che consentirebbe di indurre meccanismi limitativi), sia perché il 40% ammette di non essere in grado di convincere i propri bambini a smettere di giocare.
Inoltre solo il 25% dei genitori conosce ed utilizza il “Pegi”, il sistema di catalogazione dei videogiochi adottato in Italia che consente di conoscere per ogni singolo prodotto l’età consigliata rispetto al contenuto, mentre addirittura oltre il 60% non lo conosce o non ne ha mai sentito parlare.
”Oggi i videogiochi fanno parte della vita dei nostri figli e bisogna imparare ad utilizzarli in maniera consapevole e responsabile” spiega Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del MOIGE, evidenziando come sia importante “conoscere quali sono adatti all’età dei nostri figli e comunque controllarli sempre”.
Per questo – commenta ancora la presidente – “c’è bisogno di un’attenzione continua, anche sul tempo che i figli trascorrono davanti alla console, che non deve “cannibalizzare” il resto delle loro attività, dallo studio alle altre tipologie di giochi, soprattutto quelli che permettono loro di fare attività fisica e di socializzare con i loro coetanei”.
Quest’ultima osservazione pare particolarmente interessante ed attuale in relazione alle cattive abitudini di sedentarietà e di scorretta alimentazione che accompagnano spesso l’uso dei videogiochi.
Occorre quindi che famiglia, scuola e sanità (pediatri di base, psicologi, servizi territoriali) realizzino in modo sinergico e condiviso una strategia di promozione di stili di vita sani, già a partire della primissima infanzia.
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Da Zaninello il
29/03/2012 21.36
Poco lontano da Pavia, nel piacentino, lo scorso 07 marzo c'e' stata una inaugurazione della societa' tedesca YTONG che non ha probabilmente suscitato particolare interesse. D'altra parte chi puo' interessarsi al "calcestruzzo areato autoclavato"? Si tratta in effetti di un prodotto che, malgrado abbia i primi brevetti datati ormai piu' di 100 anni, in italia sta avendo diffusione solo negli ultimi anni. Chi invece avesse viaggiato un po' per l'europa, avra' notato spesso che le case in costruzione sono fatte con mattoni chiari, bianchi, strani... Quei mattoni sono il calcestruzzo areato etc etc.
In italia come detto siamo tradizionalisti, utilizziamo ancora molti mattoni "rossi" tradizionali (vecchi), ma le recenti prescrizioni in termini di isolamento termoacustico delle case portano un costante aumento di utilizzo di questo materiale, non particolarmente tecnologico ne particolarmente caro. Vantaggi? e' piu' leggero (galleggia), isola meglio dei mattoni sia termicamente che acusticamente (una parete classica di 50 cm con materassino isolante puo' essere sostituita da una larga 30 cm).
Una societa' italiana, da anni, produce questi mattoni. Si tratta dalla RDB e del suo prodotto denominato GASBETON (fatturato 2006 200 milioni di euro).
Il 07 marzo, uno degli impianti di produzione della RDB e' passato sotto completo controllo della YTONG. Ytong, gia' egemone e monopolista in tutta europa, arriva in italia e presto conquistera' il mercato. GASBETON intanto non sbarca in germania e non conquista l'europa.
A Pontenure, dove RDB nasce a YTONG inaugura, parliamo prima di articolo 18 o di politiche industriali?
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Da Zaninello il
29/03/2012 7.02
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